Il torrone è uno dei dolci più antichi e simbolici della tradizione italiana, un protagonista immancabile delle festività, specialmente del 1° Novembre, quando Napoli si riempie del suo profumo dolce e aromatico. In questo periodo, la città celebra il torrone con una varietà di gusti e consistenze che raccontano storie di antichi rituali e secolari tradizioni. Ma da dove nasce questa usanza, e quali sono i segreti dietro a questo amatissimo dolce?
Il torrone ha radici antiche che affondano nella tradizione gastronomica mediterranea e medio-orientale. La sua storia risale a secoli fa, ai tempi in cui gli arabi introdussero in Sicilia e nel sud Italia una pasta dolce fatta di miele e mandorle, un antenato del torrone attuale. Anche l'antica Roma sembra avere avuto dolci simili a base di miele e noci, offerti spesso come dono durante le festività.
Tuttavia, l'origine del torrone come lo conosciamo oggi viene solitamente associata alla città di Cremona, dove, nel 1441, venne preparato in occasione del matrimonio tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. Si narra che il dolce fosse modellato a forma del famoso “Torrazzo” di Cremona, da cui deriverebbe il nome "torrone." Da allora, questo dolce ha attraversato i secoli, diventando un simbolo delle celebrazioni autunnali e invernali in tutta Italia.
A Napoli, il torrone assume un significato speciale durante la Festa di Ognissanti. Questa tradizione risale all'usanza di offrire un dolce come simbolo di affetto verso i defunti e di condivisione con i cari, in un giorno dedicato al ricordo e alla commemorazione. Durante questo periodo, le pasticcerie e i mercatini della città si riempiono di torroni, e non solo nella forma classica: il torrone napoletano si distingue per la varietà di ingredienti e di consistenze, che si adattano ai gusti più diversi.
Oggi, il torrone si presenta in diverse versioni, alcune delle quali tipicamente campane:
Il torrone è un dolce che richiede una preparazione precisa e molta pazienza. Il miele viene riscaldato lentamente e, una volta raggiunta la consistenza desiderata, si aggiungono albumi montati a neve per creare una massa bianca e spumosa. A questo punto si unisce la frutta secca tostata, come mandorle, nocciole o pistacchi, e il tutto viene steso in uno stampo e lasciato raffreddare. Per i torroni morbidi o al cioccolato, invece, la preparazione è meno laboriosa e richiede minori tempi di cottura.
Il torrone, specialmente il torrone dei morti, è un dolce legato alla memoria e alla famiglia, e per questo ha un valore simbolico profondo. Durante la festa di Ognissanti, si crea un legame tra i vivi e i defunti attraverso la condivisione di questo dolce, rappresentando il legame con il passato e il desiderio di tramandare le tradizioni.
Durante il periodo di Ognissanti, le strade di Napoli si animano con bancarelle e mercatini che offrono torroni di ogni tipo. Anche le pasticcerie storiche e i piccoli laboratori dolciari preparano torroni artigianali di alta qualità, da gustare freschi o da portare a casa come dono per i propri cari.
Il torrone, nella sua dolce semplicità, racchiude secoli di storia e tradizione. È un dolce che non solo rappresenta la cultura gastronomica italiana, ma è anche un simbolo di affetto e condivisione. Se ti trovi a Napoli durante il 1° Novembre, lasciati tentare dalle numerose varianti di torrone e immergiti in una tradizione antica che sa di dolcezza, memoria e famiglia.
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